Grazie a ciò, egli venne a contatto con vari combattenti praticanti di altri sistemi iniziando uno scambio di informazioni tecniche, che provate sul campo durante le missioni affidategli lo portarono a concretizzare il suo sistema. Finita la guerra continuò a servire il suo paese rimanendo nell'esercito, addestrando e consigliando vari reparti, impegnati in varie missioni in un'area che non conosce ancora pace (Vietenam, Laos, Cambogia, Mindanao contro azioni terroristiche, ecc…) il suo ultimo servizio fu Servizio anti droga nell filippine ufficio centrale, nel 1972 abbandona la vita militare per motivi politiche[ rank Generale in riposo ]...
Alla morte del padre i fratelli Miranda continuarono ad evolversi, ed a studiare il sistema con gli zii. Master Lallo famoso nella sua zona per essere riuscito a salvasi anche se con gravi ferite addominali da un aguato teso da 5 persone armate di coltello, abbattendone 2 di loro,
e forse il più famoso (come notorietà) EDMUNDO EJANDRA (pugile professionista) 3 volte campione delle filippine nei pesi mosca, e sfidante nel 1972 il tailandese Chartchai chionoi (detentore all'epoca del titolo WBA www.cyberboxingzone.com/boxing/chionoi.htm ) perdendo alla 9° ripresa per k.o. Non solo continuarono a studiare altri metodi dei M° Eladio Enriquez (1930-2004) di Zamboanga Mindenao,M°antonio Baribar (1930-2002), consolidando la propria conoscenza.
Come tutti i sistemi di combattimento filippino il comun denominatore è l'utilizzo delle armi. Le tecniche vengono apprese tramite il vecchio sistema della Muestracion, dove gli studenti apprendono vari metodi di lavoro di gambe, sequenze di colpi, angoli di attacco e varie difese.
In questa sezione è fondamentale che l'insieme di elementi ideali (TECNICA) sia ben assimilata dallo studente.
Apprese le tecniche basi l'allievo viene introdotto negli studi degli ABISIDARI (a,b,c,…). Questi possiamo definirli come sequenze tecniche prestabilite da eseguire a coppie dove vengono combinate ed alternate varie situazioni che prevedono l'alternanza di tecniche di attacco e difesa. Gli abisidari devono essere sequenze di breve durata e non lunghe sequenze prestabilite assomiglianti a kata. Lo scopo degli Abisidari e far apprendere con estrema sicurezza agli alievi un alternanza di tecniche difensive offensive che con il passare del tempo e la pratica verranno eseguite con movimenti esplosivi e veloci.
Dopo l'abisidario si passa alla studio della danza ( conosciuto anche come Estilo libre o stile libero), in effetti in questo livello l'allievo ha la conoscenza sia tecnica che tattica per creare una propria sequenza a suo piacimento, una sorta di vuoto praticato dai boxer.
Comunque gia dall'inizio della pratica degli abisidari si ci cimenta in combattimenti liberi (Protetti da Attrezzature) in modo che l'allievo apprenda che la tecnica deve essere eseguita in un contesto tattico il più appropriato possibile.
Ci si deve ricordare che la tecnica e la tattica devono essere curate, e costantemente migliorate, in effetti la tecnica è l'insieme di elementi ideali ed è ben assimilata quando il combattente è capace di servirsene tatticamente in un combattimento. Le situazioni in un combattimento possono variare rapidamente quindi il combattente dovrà prendere decisioni in tempi brevissimi, per questo motivo il praticante oltre ad avere una capacità critica dovrà avere a disposizione molte varianti tattiche per un singolo colpo o azione tecnica.
Questa metodologia di pratica viene eseguita per tutte le sezioni di combattimento: Con armi (bastone, coltello, machete, spada e daga) sia doppie che singol. A mani nude ( sikaran, suntukan, siko,ecc…). Lotta (trankada-buno).
Per la pratica a mani nude si utilizzano attrezzi quali pao, focus, palla tesa, ecc.. per acquisire oltre che la potenza, anche destrezza e prontezza nei riflessi.
La pratica con le armi inizia con lo studio del bastone singolo, dove viene appreso l'utilizzo delle tecniche abbinate alle distanze, largo mano, medio, corto, per proseguire con l'utilizzo dei disarmi, delle leve articolari (trankade), degli esercizi di sensibilizzazione (bad bad-lubad), alle stoccate, ecc…
Il doppio bastone segue i classici esercizi di sinawally dove si cura il ritmo, la destrezza, la coordinazione nell'utilizzo delle due armi, non solo vi sono esercizi di sinawally con tecniche di stoccata ed intrappolamento, questo studio e fondamentale e preparatorio per l'utilizzo della spada e daga.
Il coltello o daga segue gli stessi principi conosciuti per le tecniche con il bastone singolo, ma viene accentuato l'utilizzo delle stoccate non solo come tecnica risolutiva ma anche nell'utilizzo sugli anticipi e sui contrattacchi, enfatizzate anche le tecniche di sacrificio con avversari più abili di noi (classiche tecniche delle terre dei moro, sempre sprezzanti del pericolo), obbligatoria la conoscenza del balisong.
Tutto sommato un sistema che può sembrare comune, ma non lo è.
La continua ricerca nelle metodologie di allenamento, moderne con l'utilizzo di attrezzature quali sacco, pao per allenamenti specifici con ginocchiate e gomitate, ai Focus per la Boxe , e le tecniche di gunting; abbinate all'utilizzo delle armi enfatizzando tecniche di Erada (tipiche delle zone del sud) per accorciare la distanza concludendo con stoccate o colpi quali punyo ed entrando in lotta (buno), tutto ciò abbinato a movimenti esplosivi lo rendono di estrema efficacia.
Ma la loro vera forza è l'ecclitticità la possibilità di potersi confrontare in ogni distanza di combattimento grazie alla loro fluidità, ma soprattutto alla loro umiltà e capacità di rimettersi sempre in discussione, per apprendere nuove conoscenze. Di M° Maurizio Viselli
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